Ceneri e polveri sottili sono il nemico numero uno per coloro che sfruttano biomassa energetica per alimentare le proprie stufe. Questo non è un blog per stufe, ma da anni in un paesino della Sicilia – Bronte – viene sfruttata una biomassa rinnovabile e di produzione locale – alle pendici dell’etna.
Non vi teniamo sulle spine e vi sveliamo subito qual è questa biomassa.
Nel paesino del pistacchio hanno ben assimilato quali sono le proprietà di questo prodotto e per questo motivo non si butta via niente (un po’ come col maiale eheh). Ecco, il pistacchio, o come lo chiamerebbero i brontesi “a frastuca”, oltre ad essere un alimento da far gola a chiunque, é rinchiuso all’interno di un mallo e protetto da una buccia: é proprio in quella buccia che si ritrovano composti come cellulosa, emicellulosa e lignina quindi sostanze che presentano alta concentrazione di idrocarburi con un elevato potenziale energetico sfruttabile a basse temperature. In poche parole é possibile utilizzarlo in aggiunta, se non come sostutito, al pellet per alimentare la tua stufa!
Ma perchè scegliere di utilizzare buccia di pistacchio e non il solito pellet che ormai è diventato costoso e fortemente dannoso alle coclee degli impianti?
Ecco tre buoni motivi per cui il pistacchio sia un ottimo sostituto al pellet:
- É un’energia rinnovabile
- Conformazione a guscio simile alla forma del pellet
- Si riutilizza un materiale di scarto invece di abbattere numerosi alberi e danneggiare l’ecosistema
Ora sei pronto per l’inverno: gusci di pistacchio e il calduccio della stufa 🙂
A presto con altre news pistacchiose!
